NIK

Il blog veritiero

Meno tasse per tutti

Non è proprio una promessa ma un ammiccamento, lo strizzare furbetto dell’occhio, un piega della bocca , come a briscola…..ecco un segno .

Dice il Cavaliere : “Con il governo Prodi, attraverso la ricerca estrema di lotta all’evasione, si sono frenati i consumi e di conseguenza si è frenata la produzione…” La tesi è davvero bizzarra perchè in realtà i consumi che si sono frenati sono quelli che fa la gente normale, quelli insomma che al 27 del mese riprendono fiato e colorito. Gli altri con tutta probabilità hanno continuato imperterriti a “consumare” auto di lusso, “barche” come lor signori chiamato quegli yatch da svariati metri, insomma generi di lusso per i quali la crisi è una parola scritta sull’acqua. Ma è fin troppo chiaro qual’è il messaggio: cari signori, se torno io, si ricomincia col paese del bengodi, dove non solo si potrà continuare ad evadere ed esportare, ma lo si potrà fare in tutta tranquillità perchè la lotta all’evasione ci deve essere (e qui strizzatina d’occhio) ma non deve essere estrema  deve essere moderata…ecco la parola giusta, moderata.

Una delle infinite porcate cui abbiamo assistito nei cinque anni del governo Berlusconi è stato il cosiddetto “scudo fiscale”, quel provvedimento cioè che consentiva di far rientrare capitali detenuti all’estero, coperti dall’anonimato, pagando una cifra irrisoria. Vi assicuro (e lo dico a ragion veduta, per la professione che svolgo) che si sono fatte le più grandi schifezze, sfruttando le pieghe del provvedimento tanto da indurre il dubbio che quelle pieghe non fossero del tutto casuali.

Il povero Prodi con tutti i suoi limiti ha iniziato una lotta seria all’evasione ed i risultati si sono anche visti ma ora, come si dice, “tana libera tutti” ed il Cavaliere lancia messaggi rassicuranti ai suoi elettori “di peso”.

Ne vedremo delle belle, anche se in cuor mio ancora non ho perso la speranza.

Cultura della legalitŕ

Colgo l’occasione per approfondire brevemente la conoscenza sulla personalità di Raffaele Lombardo.
Il Lombardo della prima crociata è quello che, vista la baraonda generata da tangentopoli, si fa arrestare nel 1992 per abuso d’ufficio e successivamente condannare in primo grado. Sembra quasi che riesca a finire in gabbia, e invece in appello viene prontamente assolto.
Ci riprova nel 1994, questa volta per corruzione. Gli inquirenti scoprono che lui ed altri hanno incassato corpose tangenti in cambio dell’assegnazione dell’appalto per il servizio pasti dell’ospedale di Catania dall’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini. Questa volta Lombardo riesce addirittura a farsi sospendere dalla carica di deputato, e quando nel 2000 Pellegrini confessa di aver pagato le mazzette la frittata sembra bell’e fatta. Ma anche stavolta il nostro eroe ha sbagliato i suoi calcoli, infatti il reato di cui è imputato (associazione a delinquere) gli viene derubricato in “finanziamento illecito ai partiti”, reato per il quale i termini di prescrizione sono già decorsi. Un altro flop.
Un ultimo timido tentativo lo fa nel 2005 quando viene accusato di gestione antidemocratica del partito dagli udcini siciliani, provocandone il commissariamento da parte del brillante Luca Volontè - ma ormai siamo agli sgoccioli. Lombardo esce dall’Udc e fonda il Movimento per le Autonomie.
La sua specchiata carriera e l’assenza di precedenti penali nel suo curriculum gli hanno guadagnato in questi ultimi giorni l’ammirazione di Berlusconi, noto estimatore di tali virtù, e condotto all’accordo che lo vede candidato del centro destra per la regione Sicilia.
Quando si dice che per combattere l’illegalità serve giustizialismo…

 Nik

La linea impercettibile

Credo che esista una linea molto sottile, che separa il bene dal male, le cose giuste da quelle sbagliate e credo che sia una linea quasi impercettibile. Quasi. La maggior parte di noi si comporta in maniera istintiva davanti a situazioni che ci pongono di fronte a questi bivi che non sembrano bivi, che appaiono come una strada unica, e davanti ai quali è perciò facile sbagliarsi. Così come alcuni non possono fare a meno di guardare un signore storpio che passa loro affianco per la strada, altri distolgono lo sguardo quasi disgustati alla vista di una ragazza down. Ogni giorno ad una certa ora esco dal mio ufficio per andare a prendere un caffè, passo sempre sul marciapiede che costeggia una scuola elementare ed ogni santo giorno vedo la stessa scena che mi colpisce al cuore come un pugno; una madre che abbraccia forte forte il proprio figlio, seduto su un passeggino di quelli “speciali”, che grida mentre naviga in un mare estraneo a noi, estraneo ai più che non lo conoscono, un mare che quella madre ogni santo giorno, ogni santa ora, ogni santo minuto, ogni maledetto secondo attraversa senza lamentarsi, sola, nel cortile della scuola, con il proprio figlio, colpito ingiustamente da una malattia che lo rende “diversamente abile”. Mi chiedo perché certe persone hanno tutto e troppo, altre hanno il giusto, altre ancora non hanno quasi nulla ed altre devono combattere tutti i giorni senza smettere mai. Tempo fa parlando, con una conoscente, della possibilità di avere un figlio con questo tipo di problemi mi sono sentito rispondere che: “Se avessi saputo che ci sarebbe stata una minima possibilità che mio figlio nascesse con una sindrome che lo avrebbe portato ad una menomazione mentale, avrei sicuramente abortito!”, mi ha detto, “Ma perché? Sarebbe stato comunque tuo  figlio, non gli avresti dato lo stesso tutto il tuo amore?”, rispondo io, “Ucciderlo, per me, sarebbe stato una manifestazione d’amore, piuttosto che farlo vivere male, come un diverso e per di più senza capire quasi niente di quello che avrebbe fatto”.

Sono rimasto senza parole.

Credo che solo le persone che nella vita hanno incontrato difficoltà siano in grado di comprendere le persone in difficoltà. Ecco perché spesso sono i più deboli socialmente a dare tutto di sé stessi per aiutare le persone che vivono una realtà “non virtuale ma molto reale” di problemi legati alle menomazioni fisiche e mentali. Per fortuna le persone cambiano e molti giovani sono sul fronte dell’impegno sociale, ma non tutti sono disposti a sfidare loro stessi e a sconvolgere la loro routine quotidiana per seguire un ragazzo dagli occhi a mandorla spuntato da chissà dove e con strani modi di fare o cercare di capire cosa ti vuole dire un ragazzo che non riesce a farsi comprendere.
Quanti modi esistono di vedere le diversità?
Tanti quanti sono gli uomini su questo mondo.
Ognuno di noi agisca secondo la propria coscienza!